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Papà se n'è andato. Non era in ritardo al lavoro, è volato via e stop. Io invece sono in ritardo, coi pensieri e con le mosse. Potrei prendere l'80 express, mi dico, così magari arrivo prima. Il dove è un particolare insignificante, se non posso andare a trovare nessuno che mi aggrada. Andiamo a San Pietroburgo, esulto tra me e me... ma hanno rotto il culo alla statua di Lenin, feticcio sovietico addio. Una bomba carta all'altezza del fondoschiena, un romantico squarcio nel bronzo dritto dritto sul rinascimento russo. L'utilità del gesto? Le badanti russe continueranno ad indossare camice a fiori e ad avere lo sguardo triste.
Stiamocene a casa, mi suggerisco. Sotto il plaid, il piumone, il piumino, le lenzuola, la vestaglia, il pigiama, la canotta, il reggiseno con le coppe io e nient'altro che me. A gongolare e dondolare per prendere sonno tra i pensieri di vittoria, un "penso positivo" da oroscopo. Daje, usciamo, mi intimano. E' primavera, non lo sai che a primavera si risolve tutto? Non lo sai che la primavera è bella? Non lo sai che a primavera tutto assume la piega che tu vorresti prendere? Non lo sai che la primavera è la stagione della gioia, dell'amore, dell'empatia, dell'amicizia, del sublime? … e tutto questo solo perché spunta il sole! Mi pare esagerato, anche un po' azzardato adesso. L'investitura del meraviglioso che arriva a me - sì, sì a me!- direttamente dal dio sole, proprio lui, a me che non ho nessuno per cui valga la pena di prendere l'80 express, a me che non so dove andare per venirti a trovare. Alessandra Panzera |