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Poesie dedicate al mare (di Claudio Cisco) |
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IL RESPIRO DEL MARE
Com'è bello il mare all'alba! La spiaggia deserta, l'onda che l'accarezza dolcemente, il sole all'orizzonte che nasce, l'aria ancora fresca. Passeggiare sulla riva, ascoltare il suo respiro, sentire il suo profumo così intenso. E poi fermarsi e rimanere a guardare questo immenso continuo movimento fin dove l'occhio può arrivare. Provo infinite sensazioni, il mio respiro, è il suo. Un richiamo e lentamente passo dopo passo mi ritrovo immerso nelle sue acque. Mi sento abbracciato baciato da questo liquido amante. Mille brividi percorrono il mio corpo e mi lascio trasportare, libero da ogni pensiero. Che silenzio stupendo! E' come rinascere ogni volta.
L'ARTE DEL MARE
Camminando sulla spiaggia s'incontrano tanti piccoli particolari che colpiscono la nostra attenzione: legni levigati dal mare, fiori sparsi qua e là usciti dal nulla, rami di alberi trasportati dalle mareggiate, opere create da questo meraviglioso ed immenso artista. Ascolta il respiro del mare, affacciati alla finestra e guarda .... Il mare gioca con gli scogli e li accarezza dolcemente oppure si abbatte su di loro con forza e li plasma a suo volere. Osserva ancora le scogliere! le onde del mare giocano con loro modellandole come le dita di un artista, con dolcezza e potenza, negli anni ricamano un merletto prezioso, regalandoci insenature, grotte bellissime. Rimani ammutolito davanti all'arte creativa del mare e sogna proprio nel punto dove lo stesso si incontra con il cielo.
IL DELFINO E IL GABBIANO
Volava il gabbiano nel suo pezzo di cielo dipinto di bianchi voli permeato dei dialoghi striduli intessuti di piume leggere. Nuotava il delfino nel suo giardino azzurro fatto di onde amiche scomparendo in esse e riemergendo poco più in là. Ma un giorno il gabbiano volò in un pezzo di mare e il delfino si immerse in un giardino di cielo osando sognare. E lì si incontrarono in quella terra di mezzo che è l’orizzonte, in quello spazio infinito dove si affacciano i sogni che è approdo felice di pochi. Allora il gabbiano disse al delfino: quali sono i tuoi sogni? e il delfino rispose: volare e i tuoi? il mio sogno è imparare a cavalcare le onde, rispose il gabbiano. E il gabbiano e il delfino si presero per mano e insieme divennero maestri e scolari l’uno dell’altro, scoprirono la forza di essere in due e di saper sognare. Quando venne il momento di separarsi il gabbiano disse "addio" e riprese il suo volo "addio" rispose il delfino e scomparve nel blu. Ma il suo cuore di oceano aveva messo le ali così come il cuore di aliante del gabbiano che adesso solcava i mari. Erano a conoscenza entrambi che prima o poi si sarebbero incontrati nel cielo o nel mare ormai sapevano essere mare e sapevano essere cielo e all’orizzonte potevano essere sogno.
QUELLA STRANA RAGAZZA
Magia di una notte di luna piena. Non riuscivo a dormire. Le tende bianche svolazzavano leggere e una chiara luce illuminava la stanza. Il respiro del mare arrivava alle mie orecchie il richiamo era troppo grande per resistere. Una figura dai lunghi capelli biondi, innamorata del suo mare veniva verso di me. Il suo sorriso era dolce i suoi occhi tristi, quella strana ragazza confidava al mare sogni e segreti sicura che mai nessuno li avrebbe rubati. Disperato io la chiamavo in quella notte di luna piena, avevo bisogno che qualcuno mi ascoltasse sognasse per me. E lei era già là a piedi scalzi, sulla sabbia umida e fresca,. si lasciava accarezzare dalle onde. I suoi occhi erano quelli del mare guardavano la luna e il suo chiarore inseguivano i suoi desideri, rincorrevano i suoi sogni. La luna era alta nel cielo, la sua luce argentea illuminava il mare. Gli occhi di quella strana ragazza seguivano il ritmo delle onde, la vedevo correre, ritornare a vivere.
UN ALTRO GIORNO MUORE
Il sole gioca con i colori, ogni volta sempre diversi. Come non volesse mai andare via fino all'ultimo momento i suoi raggi si specchiano nelle tue acque trasformando l'orizzonte in un una tavolozza dai mille colori. Il cielo scuro si riflette in te come in uno specchio, e tu diventi triste e il vento muove le tue onde. Un altro giorno muore dimenticato nel silenzio, solo un gabbiano sopra di te vola.
QUEL MARE
In quei giorni ero triste, disperatamente solo, ateo, col cuore chiuso nel ghiaccio. Per fuggire dal mondo, lontano da tutto e da tutti, mi rifugiavo lì nel solito posto sulla spiaggia in riva a quel mare. Quante volte ho pianto! volevo capire, essere amato, tornare bambino, e parlavo al mare della mia solitudine. Più volte seduto sopra quella sabbia ho provato ad alzarmi di scatto per andare incontro al mare sempre dritto fino ad annegare. Desideravo affidare a quelle acque a me così care il mio corpo, e farla finita per sempre. Ma qualcosa invisibile e forte mi ha sempre fermato proprio sul punto di farlo, oggi che sento Gesù nel cuore capisco che è stato Lui a bloccarmi. Adesso la mia vita è completamente cambiata in positivo, torno spesso in quel posto ma non mi sento più solo. Gesù è con me, sento gioia, felicità, certezza, ho dentro una ricchezza immensa non spiegabile a parole. E' una potenza d'amore, una luce infinita, e quel mare che prima mi parlava di morte o non mi rispondeva affatto, oggi comunica col linguaggio della pace.
I TUOI SEGRETI
L'immensità che ti porti dentro è come il mare. Non scorgo l'orizzonte del tuo essere. Cielo e acqua si fondono nella tetra nebbia della tua solitudine. Non ci sono velieri di speranze in te, e nemmeno alghe che possano attaccarsi agli scogli. Rifiuti la mia àncora di salvezza: perchè ti lasci annegare così? Preferisci naufragare nelle tue paure per poi morire nel vento e nella tempesta del tuo dolore. Non posso far nulla se non ti lasci aiutare, darei la mia vita per te. E come un marinaio sconfitto vago alla scoperta dei tuoi segreti.
ANIMA INQUIETA
La mia anima inquieta di naufrago Ulisse, non ha smesso di navigare; non ha porto cui fare ritorno, non ha lidi sui quali approdare, è perdutamente libera. Dolce sirena, più del tuo canto mi vince il silenzio.
LE ALI DELL'ANIMA
C'è un momento nell'universo in cui il cielo incontra il mare. Ed è proprio in quell'istante che le ali dell'anima iniziano a volare...
LA POESIA DEL GABBIANO
E' arrivata esultante la stagione del gabbiano, è tempo di migrare verso terre lontane per scoprire nuovi segreti, nuove sensazioni. Un nuovo giorno è oggi per spiccare il volo sulla superficie del mare aperto, sull'orlo dell'oceano, per volteggiare sulla cresta dell'onda. Vola nel vento gabbiano! vola più in alto che puoi! non ti fermare. La mia penna saranno le tue ali, i miei versi la tua scia.
IL MARE E LA BAMBINA
L'inesorabile sbattere delle onde graffia gli scogli, li scolpisce, li modella. La bambina, con la vestina gialla e il fiocco stretto in vita, ha negli occhi l'immagine del sole per l'ultima volta visto. Guarda il mare, vi proietta quell'immensa luce. E' solo un attimo e l'acqua la travolge. E dopo è solo luce luce che rischiara e scalda il mare e la bambina è solo acqua.
LA SPOSA DEL MARE
Il suo corpo appartiene solo al mare fedele sposa e amante del potente Nettuno. Avanza elegante tra schiere di pesci nel suo abito bianco, spuma di cristallo dal riflesso lunare. Avanza la sposa sopra le onde, cadono fiori dal cielo stellato cielo che si confonde col mare, brezze di vento alitano accanto, leggero un profumo di conchiglie si diffonde sulle coste. E' un rito la sua danza sulle acque in controluce, lontano s'ode un canto.
LAGGIU' DOVE SI DISPERDEVA IL MARE.
Si dirada come per incanto la nebbia che mi avvolge e s’apre d’improvviso il cielo col suo manto azzurro, torno a ritroso nel tempo in seno ai miei ricordi come alghe marine che succhiano caute mammelle di roccia. Mi rivedo di colpo adolescente quando evitavo i compagni e le feste e restavo da solo per ore ad osservare la distesa infinita del mare, una voce dentro mi ripeteva sempre: “i sogni non muoiono mai”. Cercavo la libertà, mi chiedevo se nell’universo esistesse qualcuno simile a me, immaginavo di volare via per scoprire il mondo senza ritorno, senza fermarmi come un’onda senza mai una spiaggia ed i miei occhi ragazzini curiosi e attenti, si perdevano in lontananza, laggiù dove si disperdeva il mare oltre l’orizzonte.
ALLONTANA DA ME QUESTO CALICE
Allontana da me questo calice, Mare! non voglio berlo, non è vino ma è sporco di sangue, veleno per il mio spirito è salato come schiuma di mare. Allontana da me questo calice, Mare! non lasciare che io m'immerga in te sino a scomparire sott'acqua, sono ancora vivo il mio corpo inerme non giace sul tuo fondale. Allontana da me questo calice, Mare! sono solo un uomo di carne e ossa non posso vincere le tentazioni non riesco a sconfiggere forze soprannaturali, abbi pietà di me. Nelle tue acque ho gettato la rete. Allontana da me questo calice, Mare! sono come Gesù nell'orto degli ulivi non posso perdermi e tu non puoi abbandonarmi ora che ne ho più bisogno. Allontana da me questo calice, Mare! trasmettimi la potenza delle tue onde la libertà del tuo orizzonte, fa' che la tua immensità riempia la mia solitudine. Aiutami! Claudio Cisco
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