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La Torre di Babele

Pubblicazione di racconti, poesie, romanzi, video ed altre opere dell'umano ingegno.

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La forma perduta (Leo Baum) Stampa E-mail
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La forma perduta (Leo Baum)
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QUINDICESIMO QUADRO


(Qualche tempo dopo. Si è in autunno. Pomeriggio di un giorno piovoso; in casa d’Ermanno è in visita la sorella Matilde)

Ermanno Come sta tuo marito?

Matilde Piero sta bene, grazie!

Ermanno Lo sa che sei venuta da me? Sai benissimo che io… per lui… quasi non esisto… solo perché la concezione di che cosa debba intendersi essere uomo… anzi, di cosa sia la virilità, non è identica a quella che io intendo debba essere, come se io possedessi meno umanità di quanto possa possederne lui. (Con ironia) Insomma, detto in breve, io per lui sarei un eretico del sesso e meno male che la chiesa non ne abbia più la cattiva abitudine, altrimenti, a quest’ora sarei già stato arrostito a dovere. Vedi, in fondo, non è che m’importi tanto di quello che pensa il tuo amato Piero… dimmi, come hai fatto a sposarlo?... ma ciò che mi fa rabbia è costatare che per altri versi lui sia una persona intelligente che appunto perché ha fatto studi non certo umanistici, ma tecnici e scientifici, dovrebbe potere usare della razionalità più di quanto si possa supporre dalla sua idiosincrasia per me. Alla fine, però, se proprio bisogna pagare misura con misura, allo stesso modo lui non esiste per me.

Matilde Ogni volta che ci vediamo e si sia soli, mi fai lo stesso discorso. Ormai dovresti sapere benissimo com’è fatto”! Certe cose… che tu sia… non riesce ad accettarle.

Ermanno Una volta non avevi nessun timore a dirlo che sono… omosessuale. (Con ironia) Vedi, a che punto possono arrivare le influenze nefaste di un imbecille?

Matilde (con tono risentito) Credo che entrambi siate su una posizione di intransigenza reciproca. Tu dici che lui è un imbecille e può anche darsi che su di te abbia torto… anzi, senza il può darsi, sicuramente su di te ha torto… a causa dell’educazione che ha ricevuto, delle cose che ignora e delle altre che non vuole accettare, pur non sapendo addurre una ragione valida al rifiuto. Anche tu, però, non scherzi! Almeno, qualche volta potresti tollerarlo… Ogni volta che devo venire da te, è come se andassi a compiere una rapina…come se commettessi una cosa illecita, lasciando lui immusonito, trovando te rabbioso.

Ermanno (con tono più conciliante) Mi dispiace! Hai ragione! Dovrei cercare di contenere la mia antipatia per lui.

Matilde Sì, lo so che questa storia insieme alle sue pignolerie inutili, mi disturba, ma, che vuoi farci? Lo amo e questo mi basta. Del resto queste sono cose che già sai.

Ermanno Pensare che al liceo, scorgendolo da lontano, non era mio compagno di classe, mi era sembrato, come si usa dire, un buon ragazzo. Poi, ho capito che nello scorgerlo all’improvviso si subisce una certa suggestione. Non ricordo di averlo mai visto con un particolare del suo abbigliamento fuori posto: cravatta dal nodo impeccabile, scarpe sempre ben lucide e spolverate, camicia stirata alla perfezione, giacca di buon taglio e così via. (Con ironia) E’ proprio in quella bellezza dell’ordine personale che risiede tutto il suo fascino. Scommetto che a vederlo nudo, anche se fosse stato ancora giovane, dovrebbe perdere gran parte della sua attrattiva. Non è così?

Matilde Naturalmente! Anche se è proprio come tu li hai descritto, tuttavia, te lo ripeto, l’amo. Farà parte della mia sfera irrazionale, ma non posso farci niente! Del resto, sai benissimo che certe donne, fra le quali ci sono anch’io, ciò che, in fondo, cercano in un uomo è sicurezza e certezza di un rapporto basato su cose che non possano mutare, quali la serietà e l’ordine, non solo della persona.

Ermanno (ironicamente) Delle passioni di qualunque tipo esse siano, neanche a parlarne.

Matilde (sorridendo) Sì… no… vedi, è come se vivessi di stipendio fisso. Tante cose non potrei permettermele, ma di sicuro non potrei mai dire di morire di fame, perché l’indispensabile posso affermare di potermelo permettere. In fin dei conti, anche per fare i romantici ci vogliono non solo soldi, ma anche la capacità di saperli spendere… tutti saprebbero buttarli fuori dalla finestra… Parto, vado a cercarmi l’angolo più nascosto del lago di Ginevra, mi siedo sulla riva in una bella giornata di primavera, ammiro i prati fioriti, le montagne maestose, le nuvolette che navigano in un cielo azzurrissimo… tutte belle cose, ma con i soldi. Senza, caro fratello, nichts zu machen! Lui non sarà di mente fantasiosa, ma lavora, guadagna bene e sono tranquilla su cose che possano arrivarmi da lui inaspettate e inoltre non devo rinunciare a nessuna delle mie occupazioni. Capito?

Ermanno (sorridendo) Yes, madam, I understand!

Matilde (scuotendosi) Ad ogni modo… non sono venuta da te per discutere sul mio matrimonio…

Ermanno Di che cosa, allora? Hai un altro protetto da presentarmi o da raccomandarmi?

Matilde (con tono ridiventato serio) Niente di tutto ciò… solo volevo parlarti di…

Ermanno … di assistere a un’altra esposizione?

Matilde (spazientita) Se mi lasci parlare, forse riesco a dirtelo! (Ermanno allarga le braccia, come a dire: “Parla pure!”) Voglio parlarti di… Ettore! Da quanto tempo non vi vedete più?

Ermanno (con diffidenza) Da circa tre mesi. Perché, credi che ci sia ancora qualcosa da dire o che ci sia di lui qualcosa che io già non sappia?

Matilde Certo che lo credo, altrimenti non sarei qui. Sono anche certa che possa interessarti sapere alcune cose di lui.

Ermanno Quali cose? Che fila felicemente con il biondino che ha conosciuto a Cortina? Non che non avrebbe dovuto conoscerlo… ognuno è libero di… ma perché fingere con me… me lo confessava e… Alla fine non ci siamo lasciati lo stesso?

Matilde Su questo hai ragione, ma… non completamente!

Ermanno Che significa… non completamente?

Matilde Che Ettore non è quello che a te è sembrato.

Ermanno Lascia stare! Insomma, cosa devi dirmi?

Matilde Promettimi che non m’interromperai e che mi lascerai dire tutto quello che devo.

Ermanno Va bene!

Matilde Qualche giorno fa l’ho incontrato in un bar. Mi ha detto che mi aveva seguito e che era da molto tempo che avrebbe voluto parlarmi… di te e di lui…

Ermanno Non credo che abbiamo qualcosa da dirci.

Matilde (con tono deciso) Insomma… lasciami finire! Gli ho promesso che ti avrei parlato, quindi… Poi di ciò che ti avrò detto, ne farai quello che vorrai.

Ermanno (alzando le mani in segno di resa) D’accordo… va bene!

Matilde Dice che è pentito, che ha sbagliato e che ha buttato alle ortiche la più grande occasione della sua vita… e non si riferisce certo alla pittura… ma a te… me l’ha detto esplicitamente; che in tutti questi mesi non ha fatto altro che ripensare a te, a lui stesso, a qual era la sua vera identità, che, quando aveva accettato la tua ospitalità, lo aveva fatto con gioia e pensando al piacere di potere fare l’amore con te, ma che poi era accaduto qualcosa che lo aveva terrorizzato, in conseguenza della quale si era messo con un ragazzo, ma aveva subito capito che la cosa non sarebbe potuta andare, perché non riusciva a dimenticarti.

Ermanno Quella volta, a Cortina, Evagora e Gianni videro chiaramente con quale passione e con quale trasporto baciava il suo biondino. Quindi… adesso vieni a dirmi… lui dice che non era vero… magari che l’ha baciato, così, perché, come dice la canzonetta, non aveva niente da fare? Quando gliel’ho rinfacciato, lui ha semplicemente negato il fatto. Lo ripeto. A me che lui vada con altri non m’interessa. Avrebbe potuto parlare chiaro, quando, intuendo in lui un certo talento e tenuto conto della miseria in cui si dibatteva… parlo di quella miseria dovuta alla mancanza delle conoscenze giuste, delle occasioni per farsi notare e così via… Avrebbe dovuto essere ancora più chiaro, leale, a maggior ragione… e della cosa lui deve essersi accorto prima di me… quando ha capito ciò che sentivo per lui. Invece, ha creduto che, appunto perché ero un omosessuale, fossi terreno di rapina e, quindi, potevo essere sfruttato alla stregua di un territorio di nessuno o al modo in cui si sfrutta uno schiavo delle cui opinione non è affatto necessario preoccuparsi, perché non è scritto da nessuna parte che anche gli schiavi vanno rispettati.

Matilde (perplessa) Non so cosa dirti! Quello che dici è giusto. Nessuno può arrogarsi il diritto di sfruttare un altro, solo perché, a torto, lo ritiene un essere inferiore, non degno di nessuna stima o considerazione o crede che possa essere titolare di diritti in special modo…. Quando quest’assurda dottrina sia sostenuta solo dal concetto errato di naturale… non volendo capire che naturale significa solo esistente. Però…

Ermanno Però… cosa?

Matilde Non so! Quando mi ha parlato, m’era sembrato così sincero! Voglio dire che non avevo dubbi sulla verità di quanto diceva.

Ermanno E… adesso?

Matilde Sai… è una di quelle sensazioni che non si sanno spiegare… ma più che una sensazione é… é… un’intuizione. A proposito, sai che non dipinge più, che ha ripreso gli studi?

Ermanno Sua madre deve avergliele fatte di cotte e di crude, per riuscire a convincerlo ad abbandonare la pittura ed a riprendere gli studi. Per lei, il conseguimento della laurea da parte del figlio, è sempre stata un’ossessione.

Matilde Non credo che ciò possa essere… come dire?… rimproverato come una cosa non giusta.

Ermanno Certo che no!

Matilde Ti costerebbe proprio parlargli?

Ermanno Dovrei credere alla sua sincerità, non dovrei più credere che gli unici amici che ho, Gianni ed Evagora, abbiano mentito per un motivo a me sconosciuto. Forse avrei potuto credere che Gianni avesse potuto mentirmi perché, chissà, in tal caso avrei potuto supporre che sia stato invidioso che un ragazzo come Ettore mi avesse preferito, ma da questo a dire che anche l’Evagora abbia potuto mentirmi, dovrei anzitutto saperne il perché, ammesso che ne esista qualcuno… voglio dire uno di valido.

Matilde Allora… proprio non vuoi saperne?

Ermanno Vedi, storie simili finiscono per assumere sempre un che di sentimentale, non scevro da un che di fastidioso, come di un qualcosa di appiccicaticcio di cui non si riesce a liberarsi, per quanto ci si possa dimenare. Allora questo insistere “Su, dai, facciamo pace, non volevo offenderti”, diventa una giaculatoria molto penosa, perché anche le lacrime, finte o vere che fossero, c’indisporrebbero, e ci irriterebbero, finché non ci si decide fermamente a porre un punto fermo al fastidio ed anche alla pena. (Entrano Evagora e Gianni)

Evagora Ciao, Matilde!

Matilde Ciao Evagora… ciao Gianni!

Gianni Matilde!

Evagora In giardino abbiamo visto Ettore… passeggiare su e giù sotto l’ombrello, e… faceva tristezza.

Ermanno (Sorpreso, si avvicina alla finestra) Ti fa tristezza? E’ il tempo a essere uggioso e triste… sei forse metereopatica?

Evagora Non offendere e, poi, cosa c’entra? Anche se lo fossi, fa sempre pena vedere uno sulle spine. Immagino che il ragazzo sia venuto per parlarti… magari per scusarsi e… e tu non ne vuoi sapere.

Gianni Perché dovrebbe farlo? Voglio dire, perché dovrebbe parlargli? Sarebbe come mettere un rammendo su un bel vestito nuovo, che tale non potrebbe essere mai più.

Matilde Che certezze hai che ciò che il ragazzo dice non sia vero?

Gianni Dovrebbe compiere un atto di fede? Sono solo i fatti che contano. Uno che si abbarbica a un ragazzino e lo bacia con trasporto, cosa volete che sia, la scena di un film, tenuto conto che al di fuori di me ed Evagora, perché fra l’altro spiavamo, non c’erano altri spettatori.

Ermanno Zitti tutti! Non capite che se lo perdonassi tutto non sarebbe più come prima? Che, pur di stare insieme, fingeremmo che non sia successo mai niente? In tal caso non saremmo sinceri con noi stessi, perché il tradimento perdonato agirebbe sotto pelle, nascostamente come un tarlo e prima o dopo si arriverebbe alla rottura definitiva, e poi… non possiedo una capacità di perdono così… vasta, ammesso che perdonare sia sempre lecito…

Evagora Di quello che so dell’amore, a prescindere dalla passione fisica che è limitata, non credo che, in fondo, amare da eterosessuali o da omosessuali sia differente. Amare è amare e basta, poi, come uno faccia l’amore è cosa che non deve interessare nessuno, ma…

Matilde Il fatto è che per mio fratello… da quello che ho capito della psiche omosessuale, amare è come possedere una cambiale che prima o dopo sarà messa all’incasso e quando ciò sarà avvenuto, ogni rapporto è finito, concluso.

Evagora (con ironia e sorridendo) E’ vero! E’ un amore con la data di scadenza, come una scatola di pelati. Finché quella data è lontana, si può mangiarli tranquillamente ed anche gustarli ed esserne soddisfatti, ma quando quella è scaduta, i pelati sono solo da buttar via, nel timore che… possano avvelenarci… che possano farci star male. (Ad Ermanno) Non è così?

Ermanno Potrebbe anche essere… appunto perché solo di minestra riscaldata si tratterebbe, e poi, è ormai finito l’incanto, la suggestione del primo colpo d’occhio, sarei sempre lì a rimuginare, e…

Gianni Chissà! Tua sorella potrebbe aver ragione. Che certezza hai che lui non dica la verità, che sia sul serio pentito, che in fondo l’avventura con il biondino sia solo un mezzo per prendere coscienza del suo amore per te?

Ermanno (con tono più rilassato, a Gianni) Traditore! Adesso siete tutti contro di me. Va bene. Mi arrendo, voglio proprio fare un atto di fede e concedergli un giudizio d’appello.

Matilde Vado via! Vi saluto! (Ad Ermanno) Uscendo, te lo mando su!


F I N E

 

Leo Baum

 

 

 

 

 

 



 
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