Home arrow Letteratura arrow Teatro arrow La forma perduta (Leo Baum)


La forma perduta (Leo Baum) Stampa E-mail
Indice articolo
La forma perduta (Leo Baum)
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Pagina 6
Pagina 7
Pagina 8
Pagina 9
Pagina 10
Pagina 11
Pagina 12
Pagina 13
Pagina 14
Pagina 15

TERZO QUADRO

(Nella cucina della casa d’Ettore. E’ mattina. Ettore finisce di fare colazione. La sorella Elide siede allo stesso tavolo, mentre la loro madre si muove fra la il tavolo ed i fornelli, alle loro spalle).

Madre(ad Ettore) A che ora sei rientrato ieri sera?

Ettore Non lo so! Credo a mezzanotte. (Poi, con tono ironico, ma non cattivo) Cos’é… preoccupazione materna che i pulcini non siano tutti casa alla stessa ora?

Madre Anche se fosse, che ci sarebbe di strano? In fondo, sono sempre tua madre e…

Elide(alla madre) Ti prego, adesso non cominciamo con la solita lagna! (Bonariamente ironica) Lo sappiamo che sei nostra madre ed anche se non l’avessimo saputo, ormai sono tanti anni che ce lo ripeti, che, a meno d’essere sordi, siamo stati costretti a capirlo. (Con tono più serio, ma comprensivo) Convinciti, ormai ognuno di noi ha la sua vita e, quindi, ha le sue cose da fare, i suoi…

Ettore Se la smetteste tutte e due, ho qualcosa da dirvi.(Le due donne lo guardano curiose, ma Ettore indugia).

Madre Allora?

Elide Di che si tratta?

Ettore Ieri, all’esposizione, ho conosciuto uno che forse… forse mi farà fare strada… nella pittura.

Madre (con tono deluso) Ah!

Ettore E’ tutto quello che sai dire? (Guarda Elide, come a chiederle soccorso contro l’indifferenza della madre)

Elide Ma sì, mamma! Credo che sia un’ottima cosa, ammesso che sia vero. Capisci benissimo quanto oggi sia difficile sfondare in qualunque arte uno operi. Se poi trova qualcuno che… (verso Ettore) E’ uno dell’ambiente? Insomma, è uno che può o che promette senza poi mantenere?

Ettore Credo proprio che sia uno che non solo è dell’ambiente, ma che può mantenere ciò che promette. Non è uno sfaccendato qualsiasi, o un millantatore che ronzi intorno alle sale d’esposizione. Vedessi in che casa abita! Si vede che è uno pieno di soldi e, poi, da come parla, capisci subito che è una persona colta… e… anche simpatica… (Estrae il portafogli, prende l’assegno d’Ermanno che sventola in alto) Ecco, quattrocentomila lire! Lui ha comprato un mio quadro.

Madre Arrivano a puntino, giusto i soldi per pagare le bollette di questo mese. (Ettore le porge l’assegno che lei prende e infila, dopo avergli dato un’occhiata, nella tasca del grembiule).

Elide Quale quadro ha comprato?

Ettore Quello che stimavo meno e che conteneva, a sentir lui, aspetti della mia pittura che io mai mi ero sognato di vedervi.

Madre Che significa?

Elide Che il quadro gli è piaciuto, mamma! Allora, qual è quello che ha comprato questo… Mecenate?

Ettore Il ritratto di Elisabetta.

Madre Quando glielo hai fatto il ritratto all’Elisabetta? Non ho mai visto che posasse…

Elide Anche perché è morta, mamma! Sono curiosa anch’io… come hai fatto per ritrarla… da una fotografia?

Ettore (come se non avesse sentito le due donne e con tono sorpreso scopre in sé cose mai pensate prima) Già! Non mi sono reso conto… ha proprio ragione lui… Ho fatto un lavoraccio per dipingere quel ritratto, perché, se non lo sapete, non ho dipinto Elisabetta adulta, ma la ragazzina di ieri, quando aveva dodici anni…

Elide Come hai fatto… a memoria?

Ettore Con la memoria, sì… e con una fotografia dell’epoca. (Con tono più intimo, poiché confessa qualcosa a se stesso, ne prende coscienza). Ecco… forse, l’aver usato la fotografia, mi ha fatto stimare meno il quadro… Insomma, avevo sempre creduto di averne eseguito una mera copia, dato che non avrei più potuto dipingerla dal vivo. Sì, è proprio così!

Madre (slacciandosi il grembiule ed estraendone l’assegno) Ve bene, ragazzi. Devo andare in ufficio. Rimettete in ordine, prima di uscire, mi raccomando.(Esce).

Elide (si alza e raccolte le stoviglie dal tavolo, le deposita nel lavandino). Allora, il tipo è davvero quello che dici? Si occuperà sul serio di te? Te l’ha promesso?

Ettore Non mi è sembrato un pagliaccio. Poi… mi sembrava così sinceramente entusiasta… del quadro di Elisabetta, che mi sembra difficile immaginare che fingesse. A che pro, poi? Insomma, dovrebbe essere un attore nato per potermi far credere una cosa per un’altra.

Elide Perché, poi, sei rientrato così tardi?

Ettore Perché mi ha invitato a cena… abbiamo parlato sempre di me, lui ha voluto che gli dicessi della mia famiglia, della mia pittura… lui faceva le domande ed io rispondevo e così le ore sono passate. Vedessi che casa!

Elide Bella?

Ettore (con tono entusiasta) E’ la casa che vorrei possedere, una volta che fossi riuscito a sfondare in qualche modo. Vedessi… è un’antica villa, non di quelle grandi… dei nobili veneziani settecenteschi. La costruzione è più recente. Lui mi ha detto che risale alla fine dell’ottocento. L’arredamento poi… quello è tutto ciò che si vorrebbe per la propria casa… mobili, suppellettili, porcellane, vetri e quadri e tappeti e lampadari di Murano, preziosissimi… sono certo che tu resteresti a bocca aperta. Simili spettacoli li abbiamo visti solo al cinema.

Elide (ironicamente) Non ti ho mai visto così… così entusiasta. Il tipo… deve essere un uomo eccezionale, per farti andare così fuori di te stesso, come se fossi un invasato. Tu non ti vedi… ma sei uno spettacolo.

Ettore (con tono più discreto) Smettila di prendermi in giro! Insomma… per tutto l’anno si ha a che fare con persone idiote, con le quali non riesci a scambiare una frase che abbia anche un minimo senso. Poi, all’improvviso, incontri uno, ci parli e, come un miracolo, immediatamente capisci che quello che dici, non solo suscita l’interesse dell’altro, ma anche che costui sembra sapere di te più cose di quanto tu possa immaginare pur non conoscendoti, tanto sembra indovinare i tuoi pensieri, i tuoi desideri. E’ una strana sensazione… davvero strana. Per capirla, bisognerebbe viverla e poi vedresti se non saresti entusiasta. Chi non lo sarebbe al posto mio? Forse neanche tu, che ti mostri tanto scettica.

Elide Non mi sembra di aver detto niente che… o d’aver espresso dello scetticismo su quanto tu ci hai detto. Sono contenta per te, ma… la mamma non lo sarà altrettanto. Sai come lei ci tenga a che tu ti laurei, anche se d’esami è un bel po’ che non ne dai… ma… comunque… sai, la speranza che un giorno… mantiene in vita quel suo proposito. Devi capirla!

Ettore Certo che la capisco! L’università! Me n’ero completamente dimenticato. Figurati che neanche a lui ne ho parlato.

Elide (ironica) Forse perché non te l’ha chiesto.

Ettore Non credo che, in fondo, il saperlo avesse potuto interessarlo più di tanto. Quello che gli importava in quel momento era il mio quadro, oltre ad essere preso dall’entusiasmo per aver scoperto in me un nuovo pittore.

Elide (sempre ironica) Insomma, puoi ben dire che è stato un giorno fortunato. Che cosa farai adesso?

Ettore Più che mai mi darò alla pittura. Dipingerò quadri a non finire. Sento che l’ispirazione non mi manca e ho mille idee che mi si affollano nella mente. Tu non immagini quanto io possa essere… eccitato… e…

Elide (con tono più serio) Te lo chiedo di nuovo. L’università? Che farai? Sai la mamma quanto ci tiene che tu la frequenti e ti laurei.

Ettore (con tono svagato) L’università? Che vuoi che sia… in confronto al successo che avrei se… Ermanno…

Elide Si chiama Ermanno?

Ettore (leggermente spazientito) Ma sì… si chiama Ermanno…

Elide Com’è fisicamente? E’ un bell’uomo. È vecchio… quanti anni ha?

Ettore Che cosa… chi? Ermanno? Non è vecchio… almeno non lui… penso che avrà trentacinque anni… più o meno e poi veste molto bene… elegantemente. E’ uno di quegli uomini che, addosso, non avrà mai niente fuori posto.


 
La Torre di Babele non contiene informazioni aggiornate con cadenza periodica regolare,
non può quindi essere considerato "giornale" o "periodico" o "prodotto editoriale" ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001
Ciascun autore è responsabile dei contenuti delle proprie opere e ne detiene tutti i diritti previsti dalle vigenti leggi in materia.
Le opere soggette anche parzialmente a diritti S.I.A.E. non potranno purtroppo essere pubblicate, ovvero saranno immediatamente cancellate in seguito a rilevamento o segnalazione.
www.latorredibabele.net (C) 2000-2010 by Marcello Pizzi editore www.molise24.net