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Pagina 6 di 15 SESTO QUADRO (Ora di pranzo nella cucina della casa d’Ettore. Detto con madre e sorella Elide. Tutti siedono attorno al tavolo. Hanno finito di mangiare). Madre(alzandosi da tavola) Su Elide, sparecchia e metti i piatti nel lavandino. Li laveremo dopo aver fatto il caffè. (A Ettore) Cosa sono quelle tele bianche ammucchiate in garage? Soldi non te ne ho dati… te le hanno regalate? Con quello che costano, ci crederei poco. Elide (con tono canzonatorio) Servono per dipingere quadri… quando farà la sua nuova mostra. Madre (sorpresa) E’ vero? Di quale mostra parla tua sorella? Elide Quella che il suo amico… quello che gli ha comprato il quadretto di Elisabetta ed anche quelle tele; gli ha promesso che gli farà allestire, anzi, gliela farà organizzare da un amico di una donna, un’amica del suo amico… Madre Che dici? Amico dell’amica… cosa c’è sotto? Ettore (irritato dalle parole della sorella) Tu parli sempre a sproposito! Sta zitta, stupida! Madre (spazientita) Non offendere tua sorella! Insomma… cos’è che mi nascondete? Elide Quel suo amico… quell’Ermanno Vattelapesca… che ha conosciuto qualche tempo fa alla mostra in Comune, gli ha promesso che quando avrà dipinto degli altri quadri, sotto la sua guida e supervisione, gli organizzerà una mostra, una di quelle vere cui partecipano persone importanti, di quella che un quadro lo acquistano, specie se è di un principiante di talento. Ecco, è tutto qui! Madre L’amica… chi è? Cosa c’entra con tutta questa storia della mostra? Ettore E’ una vecchia amica di… Ermanno… si chiama Evagora ed è una scrittrice. Lei è amica dell’architetto Forin che, fra l’altro, è proprietario di una grande galleria d’arte in cui sarebbe organizzata la mia mostra. Ecco, adesso conosci questo grande segreto. Madre (irritata e contrariata) Lo sai come la penso… a riguardo del tuo dipingere, finché resta un hobby… ma, se essa ti distrae dallo studio, che dovresti sentire come tuo dovere avanti ad ogni altra cosa, allora non ci siamo. Sai benissimo quanti sacrifici abbiamo fatto tua sorella ed io, perché tu possa frequentare l’università e laurearti. Ho visto il tuo libretto universitario, non è che ultimamente tu abbia dato esami… Ettore In Ermanno ho un amico che s’interessa di me e di ciò che faccio. Se lui dice che ho talento, io gli credo. Non è uno sprovveduto o uno che si dia arie di conoscitore d’arte, come certi giornalisti che scrivono stupidaggini. E’ un uomo coltissimo che sa il fatto suo e poi … è una persona splendida… sempre gentilissimo e generoso… Un uomo d’altri tempi, dove mai la trovi una persona di tal fatta? Lui sembra fare eccezione, tanto gli altri appaiono, al suo confronto, piatti e insignificanti. Lo vuoi sapere? Mi ha chiesto, sempre se avessi voluto… tanto per non essere costretto a dipingere in garage, di andare a vivere nella sua villa… mi darebbe due stanze dell’ala sud, quelle più luminose, purché mi dedichi solo alla pittura… lui penserebbe a tutto. Elide Pensa, mamma… uno che paga tutto quello che vuoi, purché tu faccia quello che ti piace! Questa sì che è fortuna! Madre (a Elide) Non farti suggestionare! (A Ettore) Ti sei mai chiesto perché quest’uomo, così colto, così perfetto, sia così generoso? Ebbene? Perché debba fare ciò che tu dici, per una persona che fino a ieri non sapeva che esistesse? Per quale scopo lo farebbe? Che cosa vuole veramente da te? Ricordatelo, nessuno dà niente per niente! Ettore (irritato dalle parole della madre) Che cosa potrebbe volere da me? Non sono ricco, non conosco persone influenti, che… anzi… semmai, è vero il contrario, lui sembra conoscere tutti… tutti quelli che valgono! Se solo tu gli parlassi, anche per un attimo, capiresti subito che non è uomo da pretendere riconoscenza, o… Madre Questo non lo so! Qualcosa che vorrà, qualunque essa sia, ci sarà e… I signori… loro usano fare così. In un primo tempo appaiono splendidi, disinteressati e poi, alla fine… quando sarà arrivato il momento opportuno, ti presentano il conto. Oh, sì che te lo presenterà ed esigerà che tu glielo paghi, caro il mio pittore perditempo! Ettore (sempre più irritato) Non sono un pittore perditempo, e, poi, cosa ne capisci tu di pittura? Non ti ho mai visto sfogliare un libro, e… Madre (con tono duro) Allora, mettiamola così. Se non riprendi a studiare come facevi un tempo, fino a qualche mese fa, o ti trovi un lavoro o esci da questa casa. Non voglio e non posso mantenere un fannullone… perché mio caro, se tu non lo sai… e questo me l’hanno detto molti, la vita degli artisti è disordinata, senza requie e il loro futuro così incerto da sembrare non esistere per niente. Ricordati, patti chiari, amicizia lunga! Entro pochi giorni voglio vederti riaprire i tuoi libri e che, soprattutto quel coso… quel tuo Ermanno, sia sparito dalla tua vita. Ettore (con impeto) Ah, sì! Ormai sono maggiorenne e faccio quello che voglio! Madre (anche lei impetuosa) Non con i miei soldi! Te lo ripeto… non vuoi studiare? Allora dovrai cercarti un lavoro, se vuoi restare in questa casa… oppure te ne vai. Sono io a essere dalla parte della ragione e, inoltre, nessuno oserebbe darmi torto. Elide (dapprima con tono conciliante che va sempre più eccitandosi). La mamma ha ragione… in fondo, anche se lavoro anch’io, non si scialacqua in questa casa e… tutto per causa tua… perché tu devi studiare, devi andare all’università. In lei la fissazione di vederti laureato… sembra infinita. Nel menage familiare, prima si mettono da parte i soldi per l’università, poi quelli dell’affitto, poi quelli delle bollette… acqua, luce e gas… di mangiare e infine, se resta qualcosa, ci si può permettere un gelato in estate e qualche dolcetto in inverno. Che cosa credi che non vorrei trovare un ragazzo che m’amasse… che mi sposasse e che mi desse uno, due figli, una casa mia? Invece, questa sarà la vita di noi donne di questa famiglia, finché tu non ti sarai laureato. Ha ragione lei, o finisci questa maledetta università o ti trovi un lavoro e se proprio non vuoi fare né un né l’altro, allora sarà bene che tu te ne vada… che esca da questa casa! Non hai detto d’essere maggiorenne e che puoi fare ciò che vuoi? Allora… aria! Sai come staremo meglio noi due? Ettore Non capite… non volete capire! Quella che mi porge Ermanno, è l’unica occasione perché io riesca ad avere successo… solo con la mia creatività… la mia fantasia… la mia arte, per mezzo del talento che, ed Ermanno me l’ha assicurato e… non solo lui, possiedo in abbondanza. Perddio! Non me lo lascerò sfuggire. D’università non ne vorrò mai più sentir parlare… né per questo andrò a lavorare. C’è chi sarebbe felicissimo di accogliermi in casa sua e di pensare seriamente al mio avvenire, dandomi, senza recriminazioni, tutto ciò di cui avrei bisogno. Volete che me ne vada, che esca da questa casa? Eccovi servite… Sì… sono maggiorenne e so quello che faccio… Tanto per cominciare una nuova vita… me ne vado in Grecia con lui, senza che abbia bisogno di pagare nulla. Vi saluto… a non più rivederci. (Esce, sbattendo la porta; le donne restano impietrite).
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