PREGHERÒ (Claudio Cisco)

Vi proponiamo una raccolta pervenutaci da Claudio Cisco che contiene anche opere già pubblicate su questo sito in altre pagine ("La ragazzina che guarda il mare",  "Apriti con me", ...). Tuttavia, allo scopo di conservare l'integrità dei lavori che ci inviate, "Pregherò" viene pubblicata in versione integrale. Buona lettura.


PREGHERÒ

parole di fede e speranza

PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA
copyright © 2009 by Claudio Cisco
 

PREGHERÒ

Pregherò per chi mi ha creato e per te che mi sei sconosciuto, er chi nel deserto arso dal sole brama un sorso d’acqua e per chi nel freddo degli inverni batte i denti esposto alla neve. Pregherò per chi crede di cambiare qualcosa con una guerra, e allo stesso modo pregherò er chi suda nella valle della vita, mentre scuote con fatica le zolle della propria terra. Pregherò per chi cura le piaghe del corpo non vedendo le ferite della propria anima, pregherò anche quando da te sarò cacciato, non capito perché solo di parole sarò vestito e di fede consolato. Pregherò accettando il tuo passo nel mio confine,  condividendo senza spartire, imparando a servire prima di mangiare, porgendo rispetto perché anche tu come me non rimanga da solo ma faccia parte di un tutto. Pregherò per chi è rinchiuso dentro o fuori le mura, che sia prigioniero d’ingiustizie o per le proprie colpe, per chi è un re e si sente povero e per chi è povero ma si sente un re. Pregherò per i tuoi azzardi perché non di sola mano sarà il peccato ma conteranno anche gli sguardi di chi umilia con occhi e gesti, pregherò per chi non crede e per chi da poco ha imparato a farlo. Pregherò senza giudicare perché ho peccato più di te,  io che non so neanche il tuo nome, regherò senza limite alcuno e ancor più per chi ha offeso nella speranza che scopra il valore di un perdono.
Pregherò chiunque tu sia,  alla luce del sole o nel buio di questa notte, perché tu mi abbia al fianco qualunque sarà la nostra sorte.



LUCE

Quando nel buio della notte, perdutamente solo,come un bambino prego, sento nascermi dentro una forza improvvisa, calore ed energia mi esplodono nel corpo, ed è di nuovo LUCE nella mia anima di nuovo LUCE dentro i miei occhi, gioia nel cuore, festa di sorrisi. Quando invincibile il male sembra sconfiggermi ed ombrosi pensieri mi spingono verso la morte, una potenza positiva forte come un fuoco scorre divampando nelle mie vene ed è di nuovo LUCE nella mia anima, di nuovo LUCE dentro i miei occhi, pace nel cuore, libertà nella mente. Quando con brividi di freddo la paura mi assale ed io credo di non farcela più, una
voce intima mi infonde coraggio,  pronta ad aiutarmi mi tende la mano ed è di nuovo LUCE nella mia anima, di nuovo LUCE dentro i miei occhi,  amore nel cuore,  equilibrio nella mente. Quando terrorizzato d’invecchiare e di morire, solo senza compagna e senza amore, sono schiavo del terribile pensiero che la mia vita non abbia senso o valore, tu cancelli di colpo questa mia agonia, la tua presenza rende preziosa la mia esistenza ed è di nuovo LUCE nella mia anima,  di nuovo LUCE dentro i miei occhi,  serenità nel cuore, comunione con te attraverso la mente. E' di nuovo LUCE, LUCE e soltanto LUCE! E spariscono le tenebre,
fuggono da me fantasmi e demoni, è sconfitto il serpente. Solo LUCE, LUCE, e per sempre LUCE. Ed io ora so che non smetterai mai di illuminarmi.



VOLO

Ho aperto i miei occhi, liberato la mia mente sfidando tutti i miei limiti, ho lasciato alle spalle gabbie, catene,
labirinti, muri insormontabili, e quell’uomo morto ch’ero ieri e che oggi non riconosco più, fino a ridere della mia disperazione del passato, persino la morte sembra inchinarsi alla mia nuova voglia di vivere. Dentro di me l’oscurità s’è trasformata in un riverbero di luce, nell’anima esplode l’incredibile forza dell’amore verso la vita. Vedo nuovi orizzonti distendersi davanti ai miei occhi. Intorno a me spazi infiniti m’invitano a raggiungerli. Tutto è ancora da scoprire e mi sta aspettando, e con l’entusiasmo di un bambino, m’accorgo per la prima volta, quanto sia meraviglioso vivere. Non ho più paura ormai. Solo, con il vento in faccia, apro le mie ali e mai più mi fermerò. Finalmente adesso volo.



QUEL MARE

In quei giorni ero triste,  disperatamente solo, ateo, col cuore chiuso nel ghiaccio. Per fuggire dal mondo,
lontano da tutto e da tutti, mi rifugiavo lì nel solito posto sulla spiaggia in riva a quel mare. Quante volte ho pianto! volevo capire, essere amato, tornare bambino, e parlavo al mare della mia solitudine. Più volte seduto sopra quella sabbia ho provato ad alzarmi di scatto per andare incontro al mare sempre dritto fino ad annegare. Desideravo affidare a quelle acque a me così care il mio corpo, e farla finita per sempre. Ma qualcosa invisibile e forte mi ha sempre fermato proprio sul punto di farlo, oggi che sento Gesù nel cuore
capisco che è stato Lui a bloccarmi. Adesso la mia vita è completamente cambiata in positivo, torno spesso in quel posto ma non mi sento più solo. Gesù è con me, sento gioia, felicità, certezza, ho dentro una ricchezza immensa non spiegabile a parole. E' una potenza d'amore, una luce infinita, e quel mare che prima mi parlava di morte o non mi rispondeva affatto, oggi comunica col linguaggio della pace.



IL RISVEGLIO

Tu che sei nato in estate quando la terra è gravida e l’aria è satura di fragranze e sapori, di colori vivi e di luce accecante, forse non ami l’autunno. Gli uccelli migrano lontano lasciando la terra desolata a ricordare nel sopraggiunto silenzio l’eco delle loro grida nel cielo. La luce del sole è ormai timida nel comparire, le nuvole nella notte trasformano la luna piena in un riflesso opaco. Ombre scure hanno preso il posto delle case ed hanno contorni indefiniti e tremanti. L’anima del mondo si è incarnata altrove e tu ne erediti le spoglie. Eppure, se riuscirai a soffermarti per un istante fra i rami spogli, ad ascoltare il vento che spazza via le foglie morte, a lasciarti accarezzare dalla pioggia sottile che rigenera i solchi, ad amare questa terra nuda e fredda attraverso le tenebre che l’avvolgono, ti accorgeresti di un respiro sommesso, del battito lieve di un cuore che sta riposando. E se saprai attendere paziente il risveglio, allora avrai per te una terra vergine da fecondare e fiori e frutti riempiranno le tue mani, e nei tuoi occhi brillerà la luce d’un giorno senza tramonto.
E udirai nuovi sussurri, nuove grida che avranno il tuo nome e stormi di uccelli che si libereranno per te soltanto imbastendo danze d’amore sulle note di una musica scritta per te dalle acque dei ruscelli. Ed il vento ti porterà in un viaggio senza fine accarezzando il tuo sorriso perché non svanisca, il sole penetrerà le tue membra per infondere calore e forza e sarai stordito di profumi inebrianti che rapiranno i tuoi sensi fino a confonderli. Allora, e solo allora, mi incontrerai di nuovo e guardandomi, non mi riconoscerai.



 

IL TUO ANGELO BAMBINO

In segreto, un amore ti dorme accanto, muto e invisibile, ha soltanto occhi per guardarti
e mani che non possono stringerti. Della sua malinconia non ti accorgi, quando lo guardi e non lo vedi, quando lo accarezzi e non lo senti. Come un fantasmino si aggira per la stanza, urla a volte per destarti dal sonno ma invano e poi di nuovo tace, vinto dalla tua indifferenza più solo e più piccolo di prima.



MELODIE DEL CUORE

Ho riascoltato oggi, dopo anni, una musica che non sentivo più: liuto, violino, arpa e chitarra.
Una cascata di suoni che prima, la mia tristezza, mi impediva di apprezzare; le scale di chitarra percorse da dita alate; i trilli del violino suonati da un archetto fatato; le note del liuto toccate con dolce armonia; le fantasie dell’arpa cercate fra una miriade di corde; ma la mia anima, prima, non era serena; e non c’è mente più chiusa di quella che non si vuole concedere! Ma oggi, di nuovo, ho apprezzato quelle melodie e che gioia sentir cantare nuovamente il cuore!



LA MAGIA DI UN NUOVO GIORNO

E' ora finalmente!quell'attimo mansueto che segue la notte e precede il mattino trattiene il respiro,
la natura tutta è in attesa, il risveglio è prossimo. La magia che si rinnova nell'incanto dell'alba, canta il gallo ambasciator di questo evento, poi trepido silenzio e fremente compostezza. Ed eccolo il boato in un fragore di luci che si accendono tutte insieme, esplodono nel cielo, giunge infine il solea battezzare il nuovo giorno.
Ed è un festoso cinguettare di uccellini, lo schiudersi dei fiori, la carezza della rugiada che lieve scivola sugli steli, la òla dell'erba che vibra pizzicata dalle esperte dita della brezza. E poi ancora il guizzar dei pesci giù nel fiume, il rincorrersi di un'onda dietro l'altra, oche che schiamazzano in girotondo, il sapore fresco del latte appena munto, delle uova raccolte sulla paglia, lo sguardo di un pulcino appena nato con le piume in disordine, I miei occhi sbigottiti che veloci applaudono aprendosi e chiudendosi ritmicamente sul mondo che nasce, avidi e mai stanchi, felici ancora di assistere alla magia di un nuovo giorno.



LA VOCE DEL CREATO

Musica nell’universo come di mille strumenti agli occhi nascosti ma palpitanti di ancestrali note.
Armoniose spirali si diffondono, vagano sospinte dal vento, cullate dalle onde del mare, vestite della tenerezza di un’alba, del riverbero infuocato di un tramonto. Melodie piovono dal cielo stellato, scivolano sui raggi di luna e si librano nel silenzio della notte come nenia al sonno degli umani. Suoni sublimi rapito percepisci se incontri il languido sguardo di una donna o il candido sorriso di un bambino, se chi soffre con gli occhi ti ringrazia, grato apprezzando una tua carezza. Non soltanto gli artisti hanno sensi per cogliere il bello della vita: basta lasciare fuori da se stessi il fragore del mondo ed ascoltar la voce del creato, di ciò che ci circonda e che ci parla, di quanto la Natura ci ha donato.



GLI OCCHI DI UN BAMBINO

Guarda la luce negli occhi di un bambino, osservane la purezza, la voglia di scoprire, l’innocenza.
Guardala attentamente, fanne tesoro, proteggila, è il riflesso d’un angelo, melodia del paradiso,
ninnananna e girotondo di eternità. Solo quella luce autentica riuscirà a rimetterti in pace col mondo,
sarà l’unica ragione per cui valga la pena vivere e sperare nel domani.



PICCOLO RIVOLO

Ascolto il ruscello mentre lento ma eterno scorre assieme ai miei pensieri, ai ricordi di una vita.
Gocce distillate dal suono fresco di purezza scendon giù dalla montagna per finire chissà dove.
Solo io e te piccolo torrente potessi seguirti, tornando ad esser innocente bambino,  e lievemente carezzar le tue sponde. Percorrere strade di verità che solo tu sai , che noi umani abbiamo da tempo perdute sulla nostra zattera ormai alla deriva. La sapienza è, la ragione calpestata, è la speranza del domani che è morta e con essa l’amore. Ormai niente di questo mondo somiglia più a te, casto ruscello! Lascia che io stia qui vicino a te piccolo rivolo ad imparare cose che solo tu puoi dirmi con la musica delle tue limpide acque, col silenzio delle tue magiche parole.



TU

Tu! un vento gelido che consuma il respiro, un bacio di lapide dal sapore di terra, tu mi indichi il cammino verso la morte. Tu! sei la notte del vampiro che sorge dalle macerie della mia disperazione triste riflesso di luna piena, tu godi della mia rassegnata sconfitta. Ma tu non sai di quella scritta scolpita sul legno,di un ulivo arso dal vento, che perde sangue lasciando un segno eterno di riscatto. Tu sconosci che quella morte mostrava la vita non più pioggia di dolore ma riso di angeli, in quella croce la definitiva vittoria.



LUNGO LE STRADE DEL MONDO

Girando a lungo per le strade del mondo ho incontrato tanta gente: bianchi e neri, ricchi e poveri,
santi e carcerati. Ho conosciuto servi e re, cristiani e musulmani, suore e prostitute. All’apparenza
mi sembravano diversi gli uni dagli altri ma poi li ho visti piangere tutti allo stesso modo. Ho capito dentro di me che esiste una sola razza: l’umanità, un solo gesto: la solidarietà.



MAREE

Noi siamo maree, vivi e liberi come onde i nostri pensieri,  a volte sommersi da potenti  tempeste
altre cullati da dolci zeffiri. Ma vi è qualcosa di straordinario e grande: un pensiero unico, travolgente
che cerca il naufragio e non l’approdo, così fuggente e folle da essere eterno, così intenso e imprevedibile
da essere amore: Dio!



L'OCEANO DELL'ANIMA

La felicità  spesso ci raggiunge in silenzio nei momenti più impensati della nostra esistenza. Arriva come un gabbiano  spinto dal vento e rimane con noi se non la turbiamo coi nostri pensieri. L'amore è come un'onda del mare che può infrangersi prima del tempo. Non sarà perduta per sempre dentro di noi, prima o poi una nuova onda  raggiungerà la riva. Tutta la nostra esistenza  è avvolta nel mistero proprio come la profondità del mare. Nei suoi abissi inesplorati vi è il luogo dove s'incontrano due realtà della vita:
quella che riusciamo a vedere coi nostri occhi e l'altra velata dal buio. Ma nella nostra anima vive un oceano
immenso, potente, sconfinato, una spiritualità che non conosce limiti. E la nostra immaginazione diviene eternità,  spazia nell'infinito varcando qualunque orizzonte,  libera di sognare e di amare.



LE ALI DELL'ANIMA

C'è un momento nell'universo in cui il cielo incontra il mare. Ed è proprio in quell'istante
che le ali dell'anima iniziano a volare...



L'INFINITO
(liberamente ispirata alla lirica omonima di G. Leopardi)

Ti ho sempre amato, colle! solitario come me. Ti ho sempre amata, siepe che mi fai aprire l’anima
verso l’orizzonte, me lo nascondi ma me lo fai amare immaginando spazi infiniti. Ho sempre amato questo posto, il suo sovrumano silenzio, la sua profondissima quiete, e il tenue soffio del vento tra gli alberi, e la dolcezza di queste piante che dormono. E mentre sono seduto e guardo lontano, mi tornano in mente le stagioni fuggite, l’ora presente, l’eternità, ed è dolcissimo perdersi nell’immensità della natura.

 

 

 

 

 

IL CANTICO DI FRATE SOLE
(dall'opera omonima di S. Francesco d'Assisi)

Benedetto tu sia, mio Signore! con tutte le tue creature, specialmente per fratello sole che fa diventare giorno
e illumina ogni cosa intorno ovunque ci sia vita con grande splendore, ed è bello, radiante. Benedetto tu sia, mio Signore! per sorella luna che bianchissima non dorme mai per vegliare la notte, e per le sorelle stelle che hai creato in cielo chiare, preziose e belle. Benedetto tu sia, mio Signore! per la sorella acqua che è molto utile,  è preziosa, è casta. Benedetto tu sia, mio Signore! per fratello fuoco che rischiara la notte e trasmette il suo calore, ed è forte, è vivo. E per fratello vento che muove l'aria, le nuvole rigenerando con la pioggia tutte le creature. Benedetto tu sia, mio Signore! per la nostra madre terra che ci sostenta stringendoci al suo seno e ci offre frutti, fiori colorati, erbe. Benedetto tu sia, mio Signore! per i miei fratelli che sanno perdonare, aiutali nelle loro tribolazioni terrene, hanno bisogno della tua presenza nella loro vita. Beati quei fratelli che difenderanno la pace! saranno da te premiati. Benedetto tu sia, mio Signore! per la nostra morte fisica dalla quale nessuno di noi può scappare e guai a coloro che morranno nel peccato, beati invece quelli che su questa terra avranno fatto la tua volontà. Laudate e benedite tutti il mio Signore! e ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.



L’ARMONIA DEL CREATO

Da ogni notte buia rinasce sempre il sole così come dal bruco fuoriesce ogni volta una crisalide.
E fra una stella lassù ed una lucciola quaggiù, nessuna distanza, la stessa luce. Tra Dio e l’ultimo insetto creato,  nessuna differenza, la stessa perfezione e l’identico amore. Ogni cuore che palpita, anche il più piccolo che esista nell’universo, è un battito di vita e d’amore.



IN SIMBIOSI CON L’UNIVERSO

È solo mio questo improvviso aprirmi e rivedere in un attimo tutta la mia vita e poi simultaneamente allargare le braccia all’universo che mi circonda e respirare a pieni polmoni come volessi trasportarlo in me per sentirmi parte di esso. E poi ancora rivedere con gli occhi della memoria, lontanissimo come da un cannocchiale rovesciato, me stesso bambino e paragonarlo alla luna, distante anch’essa mille anni luce da me. E continuare a rivivere nei ricordi la spensieratezza della giovinezza e nello stesso istante
dirigere lo sguardo verso l’azzurro del cielo. ammirare spazi infiniti. nuvole bianchissime come zucchero filato. Ridiscendere poi negli anfratti della mia memoria e riscoprire la ragazza che ho baciato e amato per la prima volta, e confrontare la luce limpida dei suoi occhi con quella delle stelle o semplicemente della stella cometa. Ricordare infine i dolci versi scritti in tenerissima età nella mia prima poesia, immaginando di trovarmi tra fiorellini di campo di vario colore, solleticati dolcemente da un leggero venticello, mentre uccellini nel nido assieme alla loro madre e tanti piccoli animaletti festanti tutti insieme cantano la loro canzone alla primavera. Capisco proprio in questi dolci momenti di non essere solo malgrado il tempo che passa malgrado non abbia una compagna. Intorno a me vedo tutto un mondo magico che pullula d’amore.
C’è tanta musica nell’aria che respiro ed ora finalmente anch’io posso sentirla e lasciarla entrare nel mio cuore. Sono in simbiosi con l’universo.



SENSAZIONI

È tutta avvolta nel mistero e nella meraviglia questa vita mia, con genuino e infantile stupore,
della natura osservo ogni manifestazione fino ad esserne rapito. Con sensibilissima attenzione nel silenzio ascolto le voci, i suoni anche i più tenui, delle piccole cose intorno a me. Affascinato e curioso percepisco la suggestione, la religiosità, il mistero nascosti in esse. Ai miei occhi non appaiono sempre traducibili e afferrabili ma sciogliendosi in musica, in sospiro mi riempiono ugualmente l’animo d’immenso.



 

NULLA È LONTANO

Grandezza e malinconia interiore e povertà del mondo presente ma la trasposizione mia
muta i termini del dissidio ed è il bisogno di sognare che rende grande l’opaco atomo terreno
illuminandolo di altre verità. La fantasia ora avverte nel mondo più segreti e profondi significati,
dà immagine all’eco, si spande in altri mondi, si dissolve nell’immensità. Ormai nulla è lontano dal mio spirito.




PAGLIACCETTO AZZURRO

Leggevo tempo fa le tue poesie, piccolo arcobaleno ribelle, scheggia di sorriso
e di follia, fra la stanchezza generale che invade la gente. E mentre sfogliavo le tue pagine,
ti vedevo pagliaccetto azzurro saltellare fra la rugiada, nei fiori giocare, coi fili d’erba burlati dal sole, amare la notte, e poi morire in un’autostrada di parole. Quanta tenerezza mi susciti!il mio mondo alla tua età era così simile. Vorrei dirti pagliaccetto azzurro non smettere mai di sognare ma non sarebbe giusto, ti farei del male. Siamo rimasti entrambi su una giostra di colori forse non riusciremo mai ad imparare a vivere.




FARFALLE

Le ali son come petali di fiori colorati, e con eleganza volano posandosi sui prati.
Ed è in festa la radura per quelle piccole creature sospese in aria, sorride gioiosa la natura tutta.
Un’esistenza tanto fragile quanto bella e preziosa la loro  che dura solo qualche giorno, il tempo di imparare a volare e farsi ammirare. Ma a differenza degli uomini accomunati dallo stesso destino,son felici ugualmente mostrando di apprezzar la vita e spensierati si godono la loro breve gita terrena. Son consapevoli d’aver  fino in fondo a far stupire gli uomini e colorare il mondo.



L’AQUILONE

Un esile ma robusto filo ci lega l’uno all’altra e tu mi conduci senza esitazioni, ed io posso andare più in alto
e scorgere paesaggi sublimi. Corri veloce ammiro il mondo oltre la collina, al di là delle montagne fino al mare dove il cielo dona voce solo al mio respiro
mentre l’infinito abbraccia i miei pensieri. Qualche nuvola all’orizzonte accompagna il mio volo sempre più leggero ed il vento mi sostiene l’anima innocente e bambina in questo cielo azzurro, più su di così io non sono stato mai. Non so se le mie ali sono davvero forti, o sei tu che mi incoraggi, da quassù ogni segreto,
ogni promessa, sembrano più veri. Di quella terra lontana non scorgo più nulla, quasi fosse ormai dimenticata e perduta qua in alto tutto sa di eternità, sto assaporando lentamente la magia che mi circonda.
Vorrei descriverti ogni cosa che vedo trasferendoti le emozioni che provo ma tu continui sempre a dirigermi, non ho paura di volare, sai  mi sei vicina nei pensieri. Ora conosco i desideri del cuore  vivono scolpiti in me ed io volerò per sempre e ti porterò con me ovunque al di sopra di queste montagne, oltre l’orizzonte, nello spazio infinito.



C’È QUALCOSA

C’è qualcosa che immagini quando sei bambino e che poi perdi da grande. È una sensazione magica figlia della tua innocenza vivida d’una luce quasi immortale. Ma se da adulto riuscirai a ritrovarla,
davanti ai tuoi occhi come per incanto si aprirà l’universo. E le sue leggi lo governeranno con amore e sarà armonia bellezza cosmica. L’oceano non ti farà più paura e vorresti essere una goccia d’acqua per unirti al mare. E scoprire il tutto essere in simbiosi con la natura ammirarne il fascino. Vorrai dare agli altri la ricchezza che avrai dentro, fino ad entrare in comunione con Dio. Sentirai il bisogno di parlargli nel silenzio del tuo cuore ringraziarlo per averti donato la  vita con le sue meraviglie sempre nuove.



VIAGGIO NELL’ANIMO MIO

Muta di parole e sguardi, la mia mente vaga lontano in penombra dove il pensiero non ha confini
e tutto può sembrare reale. Così, col bisogno del ricordo e del pianto, penso al mio passato e alla sua perduta giovinezza, al mio presente fatto di tempo fuggente, al mio futuro sconosciuto ed incerto nelle sue mille paure. Quanta dolcezza nel guardarsi dentro e perdersi in sé stessi! Quali emozioni nel vagare libero tra solitudini e silenzi profondissimi! Mi scuoto e lentamente mi desto da un viaggio nel profondo della mia anima, del mio essere così fragile, così indifeso rispetto alla grandiosità della mia vita.



IO L’HO VISTA

Io l’ho vista quand’ero ancora adolescente e mi sentivo solo, in un freddo pomeriggio d’inverno,
nel silenzio, dentro quella grotta buia coperta da fronde. L’ho vista nella sua nudità d’angelo librarsi in volo con le sue ali dorate, mi ha parlato con la sua voce dolce e suadente. L’ho vista, lo giuro! anche se nessuno mi vuol credere, mi ha detto di non svelare il suo segreto che da allora è anche il mio. Nella notte delle stelle cadenti, sono tornato nel punto dove mi è apparsa ma non ho veduto più nulla, silenzio assoluto anche del vento, ma una luce brillante si è accesa subito dopo che sono andato via.



PICCOLI MOMENTI

Sono i piccoli momenti a riempire la nostra vita, a regalarci le emozioni più belle. Sono sempre essi che si fissano negli eterni ricordi senza voler andar via nemmeno quando gli occhi  si bagnano di pianto.
C'è vita persino in quegli attimi di disperazione, dal silenzio una scintilla di gioia provocherà un'esplosione.
Basta un istante, solo un istante per rallegrare i nostri gelidi cuori.



L'ECO DEGLI ANGELI

Ho sentito note provenire da lontano ma forse era l'eco  di risate di bimbi. Ho visto una luce
brillare da lontano, sembrava il riflesso di silenziosi battiti del cuore. Ho udito parole giungere alle mie orecchie da lassù ma ora sono sicuro, eri tu che mi parlavi tra gli angeli.



ATTIMI DI MERAVIGLIE

Quando la sera tutto si ferma e il silenzio può entrare nel tuo cuore, riesci ad ascoltare note inespresse
di una vita  che palpita nelle tue vene. Non fa freddo e la notte sarà più bella che mai! Potrai guarire
da quelle notti insonni, scacciare la paura se lo vorrai, riemergere per un attimo dalle tue profonde solitudini.
Chiudi gli occhi e lasciati cullare dal mare dei ricordi, accarezzare dalla brezza dei sentimenti, assaporando vivide sensazioni potrai scoprire una luce che brilla. E' un diamante dalle mille facce che chiede solo di essere scoperto e condiviso: fermati!  contempla quella luce, parlale della tua solitudine,togli le bende che ti accecano. Troverai un volto con occhi pieni d'amore, una mano che ti vuole sostenere, un cuore che desidera abbracciarti. Ti prego credi  nella sincerità e nella magia  di quegli attimi,non lasciarli sfuggire ma vivili, vedrai meraviglie compiersi in te.



BIMBA

Quella notte, avvolta in una nuvola calda, una pallida luce nei tuoi occhi sussurrava mille parole,
nascondeva mille segreti. Ti guardavo, ascoltavo il tuo respiro, sentivo i tuoi pensieri scivolare nel regno delle ombre. Avrei voluto seguirti anche lì per proteggerti nel sonno, tenerti per mano, stringerti, ascoltare battere il tuo cuore. Ma sono rimasto immobile a guardare il tuo viso. Angelo che socchiudi gli occhi, nell’istante in cui abbassi le palpebre, porta nei tuoi sogni il mio ultimo sorriso per te. Il tuo viso si distendeva dolce come non mai mentre la mia mano scivolava leggera donandoti sulla guancia l’ultima carezza. Dormi bimba mia, ti sussurravo piano per non svegliarti,e vicino a te provavo a chiudere gli occhi anch’io come fossi di colpo tornato bambino nella culla, e insieme attendevamo la nuova alba mentre nel soffitto, anche quella notte, brillavano miriadi di stelle.




 ALBA

Alba! tu stai sorgendo, silenziosa brezza nell’aria, leggiadre ali intorno. Alba! tu stai spargendo
il tuo colore sul mare  addormentato. La tua pace mi sta cambiando. La mia anima, svegliandosi, si sta aprendo all’amore verso l’infinito. Io sento  che sto per nascere sì,  lo sento, io sto nascendo.



LA POESIA DEL GABBIANO

E' arrivata esultante la stagione del gabbiano, è tempo di migrare verso terre lontane
per scoprire nuovi segreti, nuove sensazioni. Un nuovo giorno è oggi, per spiccare il volo
sulla superficie del mare aperto, sull'orlo dell'oceano,per volteggiare sulla cresta dell'onda.
Vola nel vento gabbiano! vola più in alto che puoi, non ti fermare. La mia penna saranno le tue ali, i miei versi la tua scia.



LA RAGAZZINA CHE GUARDA IL MARE

Appoggiata al muretto la ragazzina guarda il mare attenta, rapita, sognante. Quel sole giallo
enorme palla lucente di remoti giochi infantili, saluta il giorno che muore regalando i colori più belli.
Quel mare dolcemente si trasforma in adolescente, poi in padre comprensivo e penetra nell'anima di quella ragazzina.



LA RINASCITA

Per assaporare i colori della primavera e sentire il calore del sole, il suono della natura che rinasce, dobbiamo avvertire prima il gelo dell'inverno. E il bosco dovrà apparirci freddo e silenzioso, solo dopo vedremo il pettirosso cantare, giovani foglie danzare, una goccia divenire oceano. E i fiori giaceranno inerti sepolti nell'oscurità per poi germogliare e fiorire come per incanto, fiori vivi che mostreranno le corolle al sole. L'inverno può durare anche per mesi e mesi, il buio potrebbe rivelarsi lungo e interminabile,camuffarsi da maschere umiliate e sconfitte di solitudine e di tristezza.  La primavera e con essa la sua incantevole luce torneranno sempre prima o poi e sarà festa nei nostri cuori, definitiva vittoria per la nostra anima.




I COLORI DELL'ARCOBALENO

Tu che hai saputo dipingere con i colori dell'anima, immortalando sensazioni racchiuse in mille immagini.
Hai creato arcobaleni, voli di aironi tra cielo e mare abbagliando di luce l'orizzonte del cuore. Mi hai modellato,  con la tua arte plasmato, sfiorando insieme il tutto e il nulla, l'estremo e il semplice. Una libertà infinita che attraversa il respiro e fa volare via, via.



SAPORE DI LIBERTA'

Voglio allargare le braccia e respirare forte l'immensità del cosmo, il sapore della vita.
Voglio sentirmi libero, finalmente felice di vivere e amare senza negare più a nessuno me stesso.



GESU' IO TI AMO

Gesù!io ti sento vicino, molto vicino fin quasi a sfiorarti. Per troppo tempo non ti ho creduto
e ho vissuto come se tu non esistessi, perso in strade buie senza sbocchi. Tutte le porte mi parevano chiuse, ero preda di ansia e tristezza immerso in una solitudine senza fine. Sopravvivevo ossessionato ed atterrito dall'idea d'invecchiare e morire, schiavo della lussuria e della pornografia non capendo che la carne è morte e lo spirito è vita, il male aveva inquinato persino i miei scritti. Oggi tutto è cambiato come per magia da quando finalmente aprendo il mio cuore, io ti ho accettato con fede nella mia vita. .Ogni cosa mi appare nuova e bellissima vedo  tutto ciò che c'è dentro e fuori di me con occhi totalmente diversi. Hai riempito la mia anima d'una purezza fortissima come se in un momento avessi cancellato tutti i miei peccati purificandomi come un bambino, ero caduto e mi hai rialzato. Ora amo te Gesù, gli altri e la vita, ho smesso di chiudermi vigliaccamente ma sento forte il bisogno di aprirmi all'universo che mi circonda.  Vorrei tanto fare del bene, aiutare e trasmettere al mio prossimo questa gioia che provo dentro e che vorrei condividere con tutti. C'è una nuova luce che brilla nei miei occhi  e l'ispirazione poetica è cresciuta diventando positiva e bellissima mentre prima scrivevo dolore e autodistruzione. Ho compreso che senza di te  c'è il vuoto e regna la paura, nulla ha senso o valore e si è vulnerabili e infinitamente deboli. Piccoli grandi prodigi mi sorprendono giorno per giorno rinnovandomi continuamente e progressivamente. Tutte le porte si aprono da sole. Ed io non posso più tornare indietro  ora che ho sperimentato l'importanza della tua presenza nella mia vita. Da ora in poi griderò al mondo intero: Gesù io ti amo con tutto il mio cuore più della mia stessa vita
e ti adorerò per sempre. Perché con te vicino niente potrà più abbattermi o farmi del male. Solo luce e amore  tu hai riservato per me! Leggendo la tua parola, nelle profondità del mio spirito, una capacità di penetrazione talmente forte vivifica.



LA SPIRITUALITA'

Esiste da sempre e per sempre in noi, in fondo alla nostra anima, qualcosa indefinibile ma estremamente preziosa e vitale capace di renderci immortali, invincibili, simili a Dio, e che non può essere in nessun modo annullata o distrutta. Questo meraviglioso dono che ci è stato regalato con amore è la nostra spiritualità.
Immersi nel fango dell'errore e della disperazione o sprofondati nel mare dei nostri guai, essa ci trascinerà con se' sconfiggendo la morte, risorgeremo dalle macerie con  una straordinaria forza di vita e d'amore sollevandoci fin lassù perché noi siamo nati per vincere.



SENTIRE GESU' NEL CUORE

Oggi ho capito una cosa molto importante che soltanto chi sente veramente Gesù nel cuore
può comprendere: la vita è meravigliosa, è un dono bellissimo che ci è stato regalato con amore
e per questo va vissuta con gioia ed entusiasmo fino in fondo. E se spesso accadono cose brutte e tristi, non è perché siamo sfortunati o perché il male regna sovrano, oppure perché siamo stati abbandonati al nostro destino, c'è invece un qualcosa di bellissimo celato dietro quel male, come un meraviglioso e definitivo riscatto futuro che noi per adesso con gli occhi mortali e terreni non possiamo neanche concepire o immaginare. Per questo io ho fatto la scelta più importante della mia tormentata e solitaria esistenza:
"ho messo la mia vita nelle mani di Gesù Cristo" e per la prima volta in vita mia scrivo di Gesù e per Gesù.


 

 

 

 

 

 ESISTONO SILENZI

Esistono silenzi in cui vedo scorrere parole come un fiume in piena sul diario della vita,
ma non è la mia mano che le scrive. Esistono silenzi nei quali vedo scivolare una lacrima
come stilla di rugiada sul mio volto, ma non sono io che la verso. Esistono silenzi che mi fanno sentire un alito di vita che come un profumo di mille fresie mi accarezza il volto, silenzi magici in perfetta sintonia col mio indefinibile anelito. Ora sento e comprendo che il cuore dell'universo palpita all'unisono col mio respiro e allora chiudo gli occhi, e cerco di ascoltare nel silenzio la dolce melodia di quegli istanti. Sono attimi che parlano d'amore, che mi rapiscono con loro,e in quei momenti trovo anche te.



 STORIA D'UN VECCHIO EREMITA

Vivo quassù tra le montagne, rifugiandomi nel mio nido silenzioso, in un lungo e solitario esilio. Ho abbandonato il mondo con il suo grigiore per osservare felice i colori dell'arcobaleno ed ogni volta scoppio a piangere di gioia mentre la mia anima si purifica nella luce del sole.
Non ho incubi che mi svegliano di soprassalto, non vedo più quei mille volti della gente pronti a sommergermi, è lo sguardo magico della natura che m'incanta e mi protegge nel buio come una madre schiude le ali sul suo piccolo.
La scala dei miei giorni, di gradino in gradino, sta salendo sin lassù, per questo veglio paziente ogni alba che nasce, così giorno dopo giorno m'avvicino al cielo e non ho paura di volare via nell'ora del tramonto, so che rinascerò in primavera per non essere mai più solo.
La morte mi aprirà le porte alla vita eterna e gli occhi della natura, che sono stati la luce della mia terrena esistenza, diverranno gli occhi di Dio lassù. Attendo la pace della sera per addormentarmi in un lungo sonno, stelle d'argento e cori di uccelli, porteranno lontano oltre le montagne l'eco della mia solitudine ed i miei sogni fragili saranno foglie verdi d'un albero solitario che la collera del vento non potrà mai spazzare.
Un freddo e misterioso inverno, busserai alla mia porta frustata solo dal vento, e addentrandoti nel mio nido, troverai quel panno che mi asciugava il sudore, il bastone che aggrappava la mia fatica, una candela che non si consuma. E quando sarai al sicuro, rivivrai i ricordi di quello che sono stato, ammirerai la statua di quello che sono adesso.
In un angolo buio, impolverato da tele, scoprirai il mio diario segreto, frammenti d'una vita mai vissuta, povera fuori, ricca dentro: Non bruciarlo ma fanne tesoro. E' la memoria che infrange i secoli e vince il silenzio dell'universo, il buio della morte.



SERENITÀ INTERIORE

Vivi in serenità per come ti riesce e ricorda ogni giorno che non può piovere per sempre.
Nelle mattine di primavera segui con gioia il risveglio della natura ed il sole che diventa più giallo.
Non pensare che il mondo sia sempre pronto a prendersi gioco di te ma fai in modo, con tutte le tue energie
che questo non accada. Nei pomeriggi d’estate respira profondamente l’aria dopo i temporali e apprezza, liberando la mente, quei pochi attimi di frescura. Con i tuoi cari e con il prossimo sii sempre leale e sincero:
il rispetto per gli altri è la più grande virtù. Nelle sere d’autunno osserva le prime nebbie che avvolgono la terra e comincia a mandare i pensieri lontano.  L’essere umile ti aiuterà con forza ogni giorno anche quando dovrai lasciare tutte queste cose. E ti siano d’ausilio tali pensieri per poter guardare il buio delle notti d’inverno con tranquillità, con la stessa tranquillità con cui avrai seguito il sole di primavera.



 LA LUNA DI PETER PAN
Sentirsi eterni adolescenti o addirittura curiosi bambini alla meravigliosa scoperta del mondo.
Presi per mano dalla fantasia, sospesi fra le nuvole tra favole ed eroi,  viviamo nella città dei sogni.
In fondo siamo creature talmente vulnerabili e fragili  che finiscono per provare realmente i sentimenti e le emozioni che immaginano. E rifiutare di crescere, fuggire dalle proprie responsabilità, annullare la vecchiaia e cancellare la morte. Tutto è ingenuità, disarmante stupore, poetica avventura, tenerissima immaturità.
Avere per amici solamente gli artisti, gli uccelli, gli acrobati, gli angeli e tutti coloro i quali con i piedi per terra un senso non hanno. Viaggiare con la mente, leggeri come piume che non atterrano neanche senza vento, col dono dell'immunità' verso i problemi pratici quotidiani, incontaminati dalla crudeltà del materialismo. Noi siamo Peter Pan, affetti da una sindrome cronica che non si potrà mai curare e che si nutre ogni giorno  di nuovi colori, nuove sensazioni, abbiamo la luna sempre negli occhi siam pronti a raggiungerla in ogni magico istante. Siam veramente malati e patologici? o forse siamo solo  più fortunati di altri, capaci di essere noi stessi. Credo che siamo davvero vicini a Dio e veniamo da un mondo  che sta al di là.



È LA VITA

Una margherita gialla in un campo di grano, guardarla e di colpo scoppiare a ridere senza motivo
che buffo! e sentirsi improvvisamente bambino e ridere, correre, aver voglia d’abbracciare
tutto ciò che s’incontra per la strada: un cavalluccio marino sulla sabbia, una giornata di vento,
un mandarino sull’albero, mille chiese una rondine che vola sola! Tutto sembra un meraviglioso e pittoresco quadro dipinto di colori coi pennelli dal più grande artista di tutti i tempi. E continuare a guardarsi intorno scoprendo ogni cosa con stupore e meraviglia: un gatto sul tetto dormire come fosse in un comodo letto, il sorriso smagliante di un viandante, il rumore di pioggia battente, la luce del sole, il gallo che canta, l’arcobaleno che ride, è tutto così strano, così...magico! È la vita, semplicemente la vita! le sue forme, i suoi colori, i suoi odori, i suoi sapori. È la vita che ti prende ti porta con sé e voli su immagini di sogni fantastici ed irreali,  fanciulleschi e spensierati. E non smettere proprio mai di ridere, correre, abbracciare lo sguardo sereno si posa su ogni cosa, il mondo sembra tutto rosa mentre l’anima si sveglia immersa nel giallo dell’autunno, si abbandona all’ebbrezza dell’estate, alla neve bianca dell’inverno ai  papaveri rossi di primavera. E il pensiero corre… corre come un fiume in discesa e s’infiamma come la brace sul fuoco, poi diviene alato come un airone libero mentre corro senza stancarmi, guardo il cielo felice, respiro l’aria, mi sento vivo…vivo...vivo... vivendo la VITA!



VOLARE IN ALTO

Tentare, osare, ardire, senza posa cercare, nulla dietro lasciare. Non affogare nella tristezza
reagire senza mai arrendersi, credere in se stessi. Degli audaci è la vittoria, di chi al cielo dirige lo sguardo e mediocrità disprezza. Sono i vermi che strisciano presto preda dei rapaci che volteggiano nell’aria. Indirizzare la mente verso grandi ideali, ambire l’irraggiungibile. Inseguire i propri sogni anche per spinosi sentieri, incuranti degli insuccessi. Pretendere il meglio in assoluto, volare alto e un dì potersi dire: ho fatto tutto ciò che ho potuto.



A ME STESSO

Non può esser finita se non è manco cominciata! Hai toccato il fondo, non puoi scendere di più.
Solo quando sei nel punto più basso, puoi dire che è arrivato il momento di tornare su ma come si fa a risalire se non si ha il coraggio di cambiare? E se cambiare  per te vuol dire solo ritornare al punto di partenza? Allora datti una smossa finalmente, non piangerti addosso e reagisci. Forse all’inizio ti sembrerà duro o impossibile ma poi cambierà vedrai ma solo se tu lo vorrai veramente, dipende solo da te e da nessun altro. Guarirai solo quando lo crederai davvero e sarai un uomo nuovo se ti convincerai di riuscirci, sì! ce la farai, tu vincerai.



ALL’INTERNO DELLA CHIESA

Ed io mi trovavo lì per la prima volta davanti alla chiesa e stavo per varcare la soglia. Quella porta color rosso porpora sempre chiusa, l’unico giorno che desideravo ardentemente entrarvi, stranamente la trovai socchiusa in atto di chi invita a farlo. Cautamente, portando avanti il piede sinistro, poi il destro, tastando con la mano, aiutandomi con un pezzo di legno trovato lì per difendermi da possibili spiacevoli incontri, un po’ come quel cieco che cammina aiutandosi col tatto sconoscendo ciò a cui va incontro, io pian piano, in questo modo entrai. La prima vista varcando la soglia, fu quella di una stanza polverosa, vuota, abbandonata da tanti anni ormai. Il silenzio veniva interrotto a squarci da strani rumori che ora vi entravano, ora vi uscivano dalla finestra, perché quella stanza aveva una finestra sbarrata, arrugginita che sporgeva dietro la chiesa verso altre tombe. Ai lati del tetto v’erano appesi due quadri che portavano foto raffiguranti due Madonne quasi sbiadite. I due quadri erano piccoli e le due Madonne però erano diverse l’una dall’altra. Una aveva l’espressione triste, compianta, l’altra sembrava un po’ più rassegnata certa di trovare ristoro nella carità cristiana, nell’aiuto di Dio. Nel guardare quei quadretti che spiccavano in mezzo al muro bianco, in parte smangiato, mi vennero in mente tutti coloro che dovevano essere ricoverati lassù in tempi passati, confortati dall’aiuto della Madonna ed io immaginavo i dolori, i pianti, le preghiere, le invocazioni che ora tornavano come un’eco nella stanza che sembrava pacata, addormentata, serena, straordinariamente elevata al cielo. In cima al tetto, v’era appeso un lampadario a forma di cerchio che teneva strette delle lampadine spente, alcune delle quali consumate dal tempo, come quelle candele che vengon meno affievolendosi dinanzi all’altare. Da quella stanza, vi si entrava in un’altra tramite un’apertura uguale alla prima però senza più porta. Entrando, per terra, vi erano pezzi, schegge di legno penso della porta stessa. In quell’altra stanza di dimensioni e di atmosfera simili alla prima, io vedevo la cosa più bella: un crocifisso intatto, vivente, a grandezza d’uomo, con uno sguardo fisso che sembrava dire: “Venite a me voi tutti che siete afflitti ed io vi consolerò”, e chissà quanti moribondi del passato così han fatto. Intorno alla stanza, v’erano delle sedie, almeno una ventina, alcune delle quali rotte. Penso servissero per ascoltare la messa, lo capivo infatti osservando un vecchio incensiere abbandonato per terra come un barbone addormentato, e lì vicino, boccette di vetro, calici e roba simile che riconducevano facilmente alla comunione e all’estrema unzione, sacramenti che accompagnavano e insieme infondevano speranza in quel luogo di sofferenza e disperazione. Sopra quel crocifisso carismatico che io continuavo ad ammirare del tutto rapito, v’era una chiesetta in miniatura uguale a quella dove io mi trovavo. Credo che sia stata posta sopra l’immagine del Cristo, per simboleggiare l’elevazione divina dei perseguitati dalle malattie verso Dio stesso, tramite suo figlio Gesù. La terza ed ultima stanza nel bassopiano della chiesa, era anch’essa come le altre, anch’essa conteneva delle sedie, una decina circa, sparse sparpagliatamente. Per terra, v’era un escremento umano che mi fece intuire che qualcuno prima di me, doveva essere salito fin lassù, mi domandavo chi, visto che la porta la trovavo sempre chiusa. Nell’angolo più nascosto della stanza, come un cane orfano del padrone singhiozza e s’accovaccia per terra, silenziosamente, così v’era posto un organo con una tastiera unica e scordata, da tempo mai più suonato. Io, d’istinto, mi avvicinai e provai a schiacciare quei tasti polverosi e molli ma non vi usciva suono, solo silenzio, eppure io avvertivo, nel tastare quell’organo, una celestiale melodia che sembrava trascinarmi in paradiso. E pensavo che tutti coloro ch’eran morti lì, e furono davvero tantissimi, ora dovevano essere felici per l’eternità. E così la mia pietosa compassione divenne certezza, come il chiarore d’una luce lontana che si scorge alla fine di un tunnel, in mezzo a tanto buio. Non so dirvi cari lettori, se quelle strane sensazioni che avvertivo lì dentro, erano dovute a fenomeni paranormali o a suggestioni naturali, certo è che sia l’una, sia l’altra ipotesi eran perfettamente valide visto la misteriosità di quel posto. Poi, di colpo, restai senza fiato ed immobile e cominciai subito dopo con passi certi e misurati, a dirigermi verso un sottoscala dove saliva una scala pericolante a chiocciola. Lentamente provai a salire cercando di arrivare in quella finestra misteriosa per affacciarmi anch’io da dove sembrava ci fosse il fantasma d’una dolce ragazza vestita di bianco con i capelli al vento, ma più salivo e più mi accorgevo che il rischio aumentava. La scala infatti cominciava a cigolare, era fatta di uno strano tipo di legno. Io, ormai del tutto rapito da quell’incantesimo, ero lì deciso a salire sino in cima come se quella scala simboleggiasse il mistero ma, ad un certo punto, la vidi spezzata, non ho mai saputo il perché né se poi più su sarebbe ritornata sana, ma l’impressione che ebbi in quel momento, fu quella che qualcuno o qualcosa inspiegabile, non volesse farmi arrivare nemmeno ad un quarto dell’altezza di quella chiesa. Così, deluso, ritornai indietro, chiusi la porta, e ormai coraggioso e forte, mi avviai al di fuori per scoprire fra le antiche tombe, quella che ormai sembrava fortemente vicina, sembrava fortemente chiamarmi.



APRITI CON ME

Non puoi fuggire da te stessa, non devi nasconderti anche da me. Ormai io ti conosco sai, è come se leggessi dentro i tuoi pensieri. Nei tuoi occhi da troppo tempo spenti ma bellissimi e di straordinario colore, vedo riflessa chiaramente come per magia la tua anima. Il tuo sguardo avvilente, etereo, quasi lunare smaschera questo tuo essere creatura persa, come chi è presente solamente col corpo ed è lontana mille anni luce con la mente Ma io provo ad immaginare il fascino di quel tuo viso che sarebbe capace di ipnotizzare chiunque se solo potesse ritrovare la bellezza e la spensieratezza del suo sorriso. Ti prego: apriti con me! Non chiuderti tenendoti tutto dentro, forse non trovi le parole, non sai da dove cominciare. Parlami del malessere che ti opprime  e dal quale credi di non poterti liberare. Ci sono segreti, esistono paure in te, lo sento. La tua vita è un mare in tempesta ed il tuo futuro lo vedi annebbiato, hai già pianto parecchio fino a prosciugare ogni lacrima ma dall'amarezza e lo sconforto di questo tuo dolore, ne uscirai fuori e per sempre, se lo vorrai veramente. La mente mia ora precipita in fondo alla tua, e in simbiosi con i tuoi stessi tormenti scopre un'ombra, intravede una solitudine profondissima, si perde nel labirinto del tuo mistero lasciandosi del tutto rapire dalla angoscia che ti possiede. Come fari abbaglianti nel buio, i tuoi pensieri negativi sparano su me ma non mi uccidono, mi danno più forza. Ti scongiuro: apriti con me! Io ti ascolterò con attenzione e pazienza senza giudicarti affatto ma cercando di comprenderti, calandomi al tuo posto. Ora dimmi perché ti consumi così, cosa c'è che mi nascondi, c'è un pericolo che incombe o un demone alle tue spalle. Dimmi tutto ciò che vuoi,  qualsiasi cosa o confidenza, fammi partecipe di ogni tua sensazione, io sono pronto a seguirti con cura, ovunque ed a qualunque costo, finché mi permetterai di farlo, amica mia! Non odiarti in questo modo ma rendi il bene per il male, prova finalmente ad amarti un po', scaccia via dalla tua vita la tristezza, i fantasmi della notte, distruggi definitivamente la disperazione. Sento che un sogno, una speranza sopravvivono ancora sepolti dentro il tuo io, ti chiedono luce, entusiasmo, poesia, invocano tenerezza. Ti supplicano soltanto di non arrenderti al male ma di lottare, di non perdere la fiducia in te stessa, sanno che se vuoi ce la fai, puoi riscattarti aprendo gli occhi che tieni bendati. Insegui quel sogno e quella speranza, fallo con volontà e coraggio, credendoci fino in fondo, ti accorgerai che sono più vicini e raggiungibili di quanto tu possa pensare. Fai piovere amore su di te, apri la porta del cuore, quanto c'è di puro, di meraviglioso tu l'avrai. Coltiva e lascia germogliare quegli amori trascurati ed abbandonati in fondo al tuo cuore, sai bene che ci sono ancora, ti stupirai piangendo di gioia nell'osservarli fiorire nella tua  giovane vita. Credimi, ti prego ascolta queste mie parole: apriti con me! Io sono qui con te per aiutarti. Non c'è sbaglio o colpa alla quale non si possa rimediare, non esiste sconfitta in grado di annullarti e non è mai troppo tardi per riemergere. Adesso sei solo caduta ma ti giuro e sono certo che presto ti rialzerai e rinascerai con più forza e più amore di prima. Credici, credici, credici!

 

Claudio Cisco  - tutti i diritti riservati