Internet: la nuova Università della vita

Annus Domini 2020. Ricordo quando siedevo tra i banchi delle scuole elementari e ci immaginavamo il futuro, l’anno 2000, invaso dalla tecnologia e con in giro le auto volanti.

Eccoci qui, ben 20 anni oltre il 2000. Qualcuno ha avvistato un’auto volante? Niente auto volanti. Tecnologia invece? Beh quella c’è eccome, ma non ha migliorato i rapporti sociali, semplicemente li ha cambiati. Ora si vive immersi nel mondo digitale, al punto che le persone quasi non parlano più tra loro ma comunicano attraverso i dispositivi elettronici, smartphones, pc, tablets.

Se fino a non molto tempo fa era facile incontrare gente che si cimentava ad affrontare argomenti che richiedevano una vera conoscenza della scienza e della tecnica e pur non avendone sosteneva orgogliosa di non essere laureata ma di aver fatto “l’università della vita”, oggi si incontra gente che “si è informata e quindi sa di cosa sta parlando”.

Informarsi è lo sport del XXI secolo, creare delle proprie teorie assolutamente infondate o fondate su concetti sbagliati, è la moda del momento. La scienza si trova a subire continue angherie e chi fa una qualunque affermazione si sente in diritto di chiedere dimostrazioni a chi invece conosce e sa, e non viceversa.

Mai come ora l’analfabetismo funzionale dilaga e tornano prepotentemente a prendere il posto della conoscenza le false credenze popolari. Internet sta contribuendo in modo pericoloso a questa regressione dell’umanità a causa del facile accesso alle informazioni. È così c’è chi trova un famigerato articolo riguardante la lotta contro il cancro e crede all’esistenza delle lobby farmaceutiche, o chi crede che il 5G sia stato implementato per manipolarci.

Dovremmo tornare ad affermare con forza che se non sei un medico NON PUOI avere una tua opinione su una patologia o sull’efficacia di un farmaco e di una terapia, se non sei uno scienziato NON PUOI avere una tua opinione su argomentazioni oggetto di studi di ricerca, se non sei un ingegnere NON PUOI avere opinioni sulle attività di progettazione, se non sei un economista NON PUOI avere opinioni su argomenti di carattere economico e finanziario, è così via. Solo la competenza, quella che non si costruisce leggendo blog a destra ed a manca, ma quella che si costruisce sui libri prima e con l’aggiunta dell’esperienza poi, permette di poter esprimere pareri tecnici, scientifici e di poter effettuare delle vere analisi dei problemi da un punto di vista tecnico e scientifico.

A chi dunque addossare la colpa di quanto si sta verificando oggi? Io un’idea ce l’ho. Grande responsabilità spetta a tutte quelle persone che nonostante abbiano raggiunto un titolo accademico, denigrano il percorso fatto, e restano convinte che il “pezzo di carta” sia alla fine solo una formalità. Costoro meriterebbero la revoca del titolo conseguito. Ma oggi, si sa, siamo tutti buoni, e allora si lascia passare anche questo… ma dobbiamo essere consapevoli che siamo noi gli artefici del nostro destino.

One thought on “Internet: la nuova Università della vita

  1. Massimiliano says:

    Ormai la mediocrità ha invaso anche le università. Una grande responsabilità secondo me ce le hanno anche le associazioni studentesche (di cui mi vanto di non essere mai stato parte) che hanno sempre lottato per abbassare l’asticella della qualità dello studio. Ricordo che in una occasione, durante un incontro tra studenti e un ente per lo studio della Regione, uno di questi rappresentanti ebbe il coraggio di affermare “Tutti hanno il diritto di laurearsi!”. No! Sbagliatissimo! Tutti hanno il diritto di poter studiare ed accedere all’università con degli aiuti economici se in situazione di difficoltà, ma la possibilità di conseguire il titolo dovrebbe essere ancora riservata solo ai più meritevoli. Invece al giorno d’oggi ormai si laurea un po’ chiunque.

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