Il Covid ai tempi dei comizi elettorali

2020, settembre. L’estate volge ormai al termine e nell’aria si respira qualcosa di nuovo se pensato rispetto al periodo dell’anno. Siamo ormai in prossimità delle elezioni, comunali, regionali e di un concomitante referendum.

Siamo tutti più o meno abituati alle elezioni svolte in periodo primaverile ma quest’anno qualcosa è cambiato. In primavera eravamo in piena emergenza Covid-19, a causa delle imposte distanze e del periodo di lockdown, non era possibile svolgere in sicurezza le operazioni di voto.

Oggi il lockdown per fortuna non c’è più, ma la fase emergenzale non può affatto ritenersi conclusa. È sempre obbligatorio l’utilizzo della mascherina ed il mantenimento delle distanze interpersonali in molte situazioni per cercare di arginare la diffusione del virus.

Ma forse questo non è più importante delle diverse campagne elettorali.

I comizi come da tradizione continuano a tenersi nelle piazze e nei locali affittati ad hoc per l’occasione. Gli interessi in gioco sono altissimi, non solo di carattere economico ma anche di carattere politico.

Nella mia Trani, ridente città che si affaccia sul mar Adriatico a circa 40km a nord di Bari, non una regola rispettata.

Eppure gli ingressi ai supermercati ed alle attività commerciali in genere, in molte occasioni continuano ad essere contingentati, ed esistono i controlli sull’utilizzo delle mascherine da parte della clientela. Talvolta mancano gli autocontrolli sull’utilizzo della stessa da parte dei dipendenti, ma per fortuna si tratta di situazioni non così frequenti.

La classe politica, quella che ci ha imposto (giustamente!) tali misure di sicurezza, poi, cosa fa? Assolutamente nulla (e non voglio essere volgare)! È così che passeggiando da una piazza all’altra, attraverso le strade della città in cui sono disseminati locali con sedi di comitato elettorale, si osserva che proprio quella classe se ne frega delle misure di sicurezza, non effettua alcun controllo ed è così che ci affidiamo al fato… gruppi di elettori o di curiosi uno a fianco all’altro, pochi con indosso una mascherina, insomma nessun rispetto delle regole.

Poi si confida nei controlli da parte delle forze dell’ordine. Però queste non ci sono e se ci sono sono impegnate a far altro, cosa esattamente non si sa, molti appoggiati ad una transenna a chiusura di una strada ma senza conferir parola.

Tanti sacrifici fatti da tutti durante il lockdown rischiano così di andare in fumo. Ma ricordate, cari signori politici, voi in questo momento state sfidando una sorte beffarda ed in questo momento dovete ritenervi i maggiori responsabili di una probabile folle ed incontrollata nuova diffusione del Covid.

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